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FUOCO: la materia diventa gioiello. Il secondo appuntamento di “Abano abita i colori”

5 ott
Tempo di lettura: 4 min

Sabato 3 ottobre la mostra Abano abita i colori. Immersioni cromatiche nell’universo di Argentino Stocco è proseguita con il suo secondo appuntamento: FUOCO, un incontro dedicato al rosso e alla trasformazione della materia, attraverso un dialogo tra arte, pietre preziose e gioiello.


Dopo l’ACQUA, il percorso costruito intorno ai quattro elementi – Acqua, Fuoco, Terra e Aria – è entrato in una dimensione completamente diversa.


Se il primo appuntamento ci aveva portato a riflettere sul rapporto il colore blu e il benessere dato dall’acqua termale e dalla fruizione dell’arte, questa volta siamo partiti dal FUOCO, dalla sua capacità di trasformare la materia e dal colore che più immediatamente gli associamo, il rosso.


Ad aprire l’incontro, l’introduzione di Monica Maschio (Architetto, Direttrice Artistica del progetto e Curatrice) al progetto “Abano abita i colori” e alla seconda immersione cromatica, è intervenuta Michela Allocca, Assessora alla Cultura e al Turismo del Comune di Abano Terme, che ha portato il saluto dell’Amministrazione, sottolineando il valore del progetto per la città tutta.



Il rosso: un colore fatto di opposti


Parlare di FUOCO significava inevitabilmente parlare anche di rosso. Durante l’incontro l’ha fatto Deborah Osto, Responsabile Comunicazione e Curatrice del progetto. 


È forse uno dei colori più immediati e, allo stesso tempo, più contraddittori del nostro immaginario: fuoco e sangue, amore e pericolo, energia e aggressività, festa e divieto.

Il rosso accompagna l’essere umano da tempi antichissimi: testimonianze archeologiche documentano già nel Paleolitico l’utilizzo dell’ocra rossa. Il suo legame originario con il sangue e il fuoco aiuta anche a comprendere perché, nel corso della storia, abbia assunto significati tanto potenti e spesso opposti.


È stato colore del prestigio e del potere, delle cerimonie e della religione; ma anche dell’allarme, del divieto e del pericolo. Ancora oggi il rosso continua a catturare immediatamente la nostra attenzione, proprio come accade nei segnali di stop, nei semafori o negli allarmi. 


Dal fuoco al gioiello


Il fuoco non è soltanto un simbolo.


Nel mondo dell’oreficeria è anche uno degli strumenti attraverso cui la materia viene trasformata: i metalli vengono fusi e lavorati, mentre materiali provenienti dalla natura passano attraverso il sapere e il gesto dell’uomo per diventare qualcosa di nuovo. Da qui è nato il dialogo tra arte, materia, colore e gioiello che ha attraversato tutto il secondo appuntamento.


Stefania Ghiro (Gioielliera e Designer) ha portato il racconto nella dimensione più personale ed emozionale del gioiello.


Perché un gioiello raramente è soltanto qualcosa di bello da indossare. Può ricordare una persona, un anniversario, un momento preciso della nostra vita. Oro e pietre rimangono nel tempo e possono diventare veri e propri custodi di memoria, caricandosi del significato che siamo noi ad attribuire loro. 



Dalla pietra grezza alla gemma


Con Giovanni Ghiro, il racconto è entrato ancora più profondamente nella materia.

Dal punto di vista del gemmologo abbiamo seguito idealmente il percorso che porta dalla pietra nella sua forma naturale alla gemma lavorata e, infine, al gioiello.


Al centro dell’intervento, in particolare, il diamante – tradizionalmente considerato la regina delle gemme – e il rubino, protagonista quasi inevitabile di un incontro dedicato al rosso. È stato uno dei passaggi che meglio ha reso visibile il tema dell’intero pomeriggio: la trasformazione.


La natura offre una materia. La conoscenza, il lavoro artigianale e la mano dell’uomo ne fanno emergere una forma nuova.


Dalla materia al significato


Con Patrizia Barbiero lo sguardo si è poi spostato dalla dimensione materiale della pietra a quella simbolica, attraverso il racconto della cristalloterapia e delle qualità energetiche e spirituali tradizionalmente attribuite ai cristalli.


Pietre grezze e gioielli finiti hanno così permesso di osservare la stessa materia da prospettive differenti: da una parte provenienza, caratteristiche e lavorazione; dall’altra i significati simbolici che nel tempo l’uomo ha associato alle pietre. 


Un passaggio particolarmente coerente con lo spirito di Abano abita i colori: non cercare una sola interpretazione, ma mettere in dialogo linguaggi e punti di vista diversi.



Quando il gioiello incontra l’arte


Il percorso è quindi tornato all’universo di Argentino Stocco.

Proprio in occasione di Abano abita i colori è nata infatti una piccola sperimentazione: portare il gesto e il colore dell’artista fuori dalla tela, trasformandoli in gioielli in ceramica.

Un oggetto artistico che cambia dimensione e funzione: non più soltanto qualcosa da osservare, ma qualcosa che può essere indossato, portato con sé e vissuto.


Da questa sperimentazione ha preso avvio anche l’intervento di Gianluca Stocco, dedicato a Normart, il progetto promosso da Normachem Srl, con l’obiettivo di creare uno spazio per la promozione e la divulgazione dell’arte, con una particolare attenzione agli artisti emergenti.


Un progetto che condivide uno degli intenti alla base della mostra: far uscire l’arte dai suoi confini abituali, creare contaminazioni e costruire nuove occasioni per incontrarla. Ed è anche ciò che Abano abita i colori sta cercando di fare attraversando la città, entrando nelle sue attività e costruendo relazioni tra mondi apparentemente lontani.



Una rete di persone e realtà del territorio


Anche il secondo appuntamento di Abano abita i colori è stato possibile grazie alla rete di persone, attività e partner che stanno accompagnando il progetto.


Un ringraziamento speciale va a Stefania e Giovanni Ghiro, per aver condiviso con il pubblico la loro esperienza e la loro profonda conoscenza del mondo della gioielleria e delle pietre preziose, e a Patrizia Barbiero, per averci accompagnato alla scoperta della dimensione simbolica attribuita ai cristalli.


Grazie a Cristina Borile di Gruppo Borile, partner di Abano abita i colori, per aver portato la propria testimonianza sull’esperienza condivisa in queste settimane.


Un grazie anche a Elle22 Abano Terme, che ospita alcune opere di Argentino Stocco nelle proprie vetrine e contribuisce così alla dimensione diffusa della mostra, portando l’arte negli spazi quotidiani della città.


E naturalmente grazie a tutti i partner, collaboratori e partecipanti che continuano a rendere questi incontri occasioni di confronto, scoperta e relazione. 


Il viaggio continua sabato 10 ottobre con la terza immersione cromatica: TERRA, in collaborazione con Cristal Boutique, storica attività di Abano Terme. Da oltre cinquant’anno porta ad Abano l’inconfondibile arte del vetro di Murano, espressione di una tradizione artigianale secolare fatta di manualità, ricerca e creatività.


Le iscrizioni all’evento sono già aperte: https://abanoabitaicolori3.eventbrite.it 



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